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Hai uno studio legale, sei un Avvocato o un consulente? In questa guida trovi consigli e spunti per comunicare con più efficacia con i tuoi clienti, grazie al web. Sono indicazioni utili se hai un blog e dei canali social che usi per farti conoscere e divulgare.

Il legalese è complesso per tutti

Scrivo da molti anni per il mondo legale e il diritto mi appassiona fin dall’università, eppure, nonostante i numerosi esami e testi giuridici incontrati dal 2002 a oggi, trovo ancora complesso capire il legalese. E se fatico io – penso a volte – chissà che fatica farà una persona che nella sua vita il diritto non lo ha mai studiato.
Leggendo commenti e ascoltando opinioni online e offline, so che alcuni professionisti legali pensano che, in fondo, non sia così importante che l’assistito colga il senso di un testo giuridico: quel che conta è che siano i colleghi avvocati a capire.
Invece, come ci ricordano Gianrico Carofiglio nel suo “Con parole precise” e l’Avvocato Giorgio Trono, anche se il testo non è destinato al tribunale o a uno scambio epistolare tra legali, è ugualmente importante farsi capire.

Parole per avvicinare

La forma conta moltissimo. Senza contare che, spesso, chi legge i testi del sito web di un avvocato è un potenziale cliente: la signora che ha ricevuto un’eredità, la coppia che sta pensando di divorziare, l’imprenditore che sta cercando un avvocato per un problema con un cliente, il freelance che vuole farsi scrivere un contratto e così via. Dunque questa guida è proprio per i professionisti e le professioniste del mondo legale – avvocati, consulenti, DPO – consapevoli dell’importanza di farsi capire. Persone che, come te, hanno un sito web e magari un blog o stanno valutando di aprirne uno, e si stanno chiedendo: come evitare il legalese e scrivere con chiarezza? Ecco allora alcuni consigli.

Prima di scrivere, cambia cappello

Pare che Jung abbia detto: “Cambiare cappello significa cambiare idee, avere un’altra visione del mondo.” Cambiare cappello, cioè, mettersi nei panni di chi c’è dall’altra parte, è la prima cosa da fare, quando vogliamo che le persone leggano i nostri testi e capiscano esattamente cosa vogliamo dire.

Quindi, ora, prova a immaginare di essere quel cliente che ti ha telefonato per una questione legale che non aveva capito bene. Oppure mettiti nei panni di quella cliente che ha provato, da sola, a leggere una serie di articoli del codice civile, per trovare una soluzione al caso che la tormenta.

  • Che parole hanno usato quando avete parlato?
  • Quali concetti non sono chiari per loro?
  • In quali punti della norma sono inciampati?

Fra ciò che sai tu e ciò che sanno loro di legge, c’è un abisso fatto di studio, praticantato, esperienza sul campo, conferenze e conversazioni con i colleghi. Esattamente come l’abisso che c’è fra me, te e un ingegnere meccanico, che maneggia concetti complessi come: bar, differenze di carico, accumulo dell’errore e altri tecnicismi alieni a chi non si occupa di impianti.

Una scaletta che segue il ragionamento logico di chi legge

Ho notato che moltissimi testi legali divulgativi, compresi diversi articoli di blog, sono strutturati come leggi e sentenze: si parte da una serie di considerando e si arriva al punto solo alla fine.

Sul web e in ottica di scrittura chiara, questo tipo di struttura argomentativa allontana il lettore all’istante. Innanzitutto, è complessa da seguire e implica la conoscenza, o quanto meno un’infarinatura, di norme e concetti spesso lontani dal lettore medio. In più, se il testo è pensato per il web, rende complicata l’azione stessa della lettura, che online è più complessa.

Online, infatti, siamo più frettolosi perché non leggiamo su carta, ma su uno schermo luminoso, nella gran parte dei casi molto piccolo: quello dello smartphone. Abbiamo bisogno di sapere subito se quell’articolo è interessante per noi, poi lo scansioniamo velocemente, spesso senza leggere parola per parola.

Servono quindi un cappello iniziale – di cosa si parla? – e poi seguono sviluppo e dettagli. È il modello della piramide rovesciata:

  • Titolo
  • Eventuale sottotitolo
  • Paragrafo che introduce
  • Sviluppo degli argomenti con titoli e paragrafi

Una scaletta che segue questa struttura è pensata per chi legge, non per chi scrive. E questo è senz’altro uno degli aspetti più difficili per chi approccia un testo per il web all’inizio.

Siamo abituati a scrivere dal nostro punto di vista, mettendo avanti le nostre argomentazioni e aspettandoci che il lettore le segua fino alla fine. Se stiamo scrivendo un articolo per il blog o una guida che pensiamo possa essere utile per chi legge, vale il contrario: prima le priorità del lettore, poi le nostre.

Per esempio, se stiamo scrivendo un articolo sulla successione ereditaria, per il lettore sarà poco rilevante leggere nel primo paragrafo un sfilza di richiami a norme e commi. Ha molto più senso, invece, andare al sodo, magari riportando una domanda tipica o un aneddoto: “Cosa si intende per successione ereditaria?” oppure “Chi si rivolge al nostro studio legale, si domanda spesso quali siano i passaggi previsti dalla legge in caso di successione ereditaria.”

Ora ti invito a scrivere la scaletta del tuo testo.
Segue il  modello della piramide rovesciata?
Ottimo, sei a metà del lavoro.
Vediamo ora come scrivere in modo chiaro.

Parole precise, tecnicismi al minimo

Quelle che seguono, sono le regole di scrittura chiara, valide per tutti i settori e nella maggior parte dei contesti:

  • Frasi brevi (idealmente entro le 25 parole per periodo)
    Da evitare: Nel caso in cui il contratto stipulato tra le parti non venga rispettato nei termini previsti, si procederà con l’attivazione delle sanzioni previste dal medesimo accordo.
    Meglio scrivere: Se il contratto non viene rispettato, attiveremo le sanzioni previste.
  • Meglio la forma attiva del passivo (soggetto, verbo e complemento)
    Da evitare: Il pagamento dovrà essere effettuato entro il termine stabilito.
    Meglio scrivere: Vi chiediamo di saldare entro il termine previsto.
  • Limitare parentesi e trattini, che devono comunque essere brevi
    Da evitare: L’incontro – che era previsto per lunedì, ma che in realtà si terrà martedì – sarà determinante.
    Meglio scrivere: L’incontro, inizialmente previsto per lunedì, si terrà martedì e sarà determinante.
  • Parole semplici e chiare per chi legge
    Da evitare: La stipula del mutuo è stata procrastinata a causa di disguidi tecnici.
    Meglio scrivere: Il mutuo è stato posticipato per problemi tecnici.
  • No alle forme auliche e altisonanti (forme dotte, latino e parole straniere)
    Da evitare: Le parti stipulanti addiverranno ad un accordo nei termini stabiliti ex lege.
    Meglio scrivere: Le parti raggiungeranno un accordo secondo la legge.
  • Le sigle vanno usate con parsimonia ed è importante scriverle per esteso o spiegarle tra parentesi, la prima volta che le usi nel testo.
    Da evitare: Il CNF ha approvato le nuove direttive.
    Meglio scrivere: Il Consiglio Nazionale Forense (CNF) ha approvato le nuove direttive.
  • Meglio evitare le frasi negative perché sono fumose e chi legge deve trasformarle in affermative per capire
    Da evitare: Non è possibile procedere senza l’approvazione del consiglio.
    Meglio scrivere: È necessario ottenere l’approvazione del consiglio per procedere.
  • C’è una lista? Meglio usare i punti elenco
    Da evitare: I documenti richiesti sono il certificato di nascita, la prova di residenza e il documento di identità.
    Meglio scrivere:
    I documenti richiesti sono:
    – Certificato di nascita
    – Prova di residenza
    – Documento di identità
  • Formattare per agevolare la leggibilità
    Grassetto e corsivo vanno bene per sottolineare le parole importanti, che aiutano a desumere il contenuto al primo sguardo. Meglio evitare frasi in grassetto (da smartphone diventano paragrafi).

Quattro occhi (anche sei) sono meglio di due

Un ultimo consiglio: una volta che il testo è pronto, prova a farlo leggere a qualcuno che non è del tuo settore, magari a 2 o a 3 persone. Chiedi loro cosa hanno capito, quali passaggi sono poco chiari, se hai dato per scontato qualcosa. La revisione è il momento più importante della scrittura, perché è proprio in questa fase che i nodi vengono al pettine.
Io, per esempio, revisiono i miei testi qualche giorno dopo averli scritti, a mente fresca e con il cursore pronto a limare senza pietà.

Mi chiamo Sibilla Garulli e sono una copywriter e business ghostwriter freelance.

Lavoro per chi contribuisce a rendere il mondo un posto migliore: professionisti e professioniste, imprenditori e imprenditrici del settore legale, sanitario e della consulenza B2B. Con un linguaggio chiaro e il tono di voce giusto per te per chi ti sceglie.


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